Bella Ciao e il 25 Aprile: un canto partigiano, una sola Storia di Resistenza e Liberazione

Per me non è 25 Aprile senza Bella Ciao. 
Forse perché ho sempre vissuto con qualcuno che, il 25 Aprile, metteva Bella Ciao a tutto volume facendola risuonare per casa e cantandola con me. Devo ringraziare, dunque, mio fratello prima e la mia coinquilina/BFF dopo per questa tradizione “casalinga” legata a Bella Ciao, preceduti però da mia madre che me la canticchiava da piccola.

Bella ciao

La recente vicenda di Pordenone, in cui il prefetto aveva vietato Bella Ciao durante le commemorazioni ufficiali del 25 Aprile, salvo poi tornare sui suoi passi dopo le proteste dell’ANPI, mi hanno portato a riflettere sull’abitudine, tutta italiana, di mettere in discussione le nostre certezze stratificate e condivise. 
Un po’ come avviene nei partiti italiani: appena si sfiora l’unità e l’unanimità c’è sempre qualcuno che, a caccia di visibilità o per puro spirito di contraddizione, propone qualcosa di diverso, una variante, un cambiamento, un’altra direzione.

Così il rifiuto di “Bella Ciao” come canzone che incarna e rappresenta il 25 Aprile e la Resistenza, e il suo etichettarla con sdegno come canzone “comunista” rinnega ciecamente un dato ormai acquisito dalla collettività, non solo in Italia.
“Bella Ciao” fu preferita a “Fischia il vento” perché più politically correct e priva di quei riferimenti “rossi” che aveva la seconda. Da allora è il nostro canto della Resistenza, come lo è “Le chant des partisans” in Francia, solo che loro sono fedeli e attaccatissimi ai loro canti rivoluzionari, a partire dall’inno nazionale, mentre noi mettiamo in discussione persino l’Inno di Mameli (faranno il formaggio e il vino ai nostri livelli, ma in questo abbiamo ancora da imparare da loro).

Vi lascio con alcune delle mille versioni esistenti di “Bella Ciao”: in altre lingue, cantate da artisti stranieri e famosissimi e con la versione delle mondine a metà tra canto rivoluzionario e canto tradizionale di lavoro nei campi.

E poi, per completezza, non potevamo non ricordare “Fischia il vento”, mentre qui trovate gli altri canti della resistenza italiana meno conosciuti come “Badoglieide”.

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