Ma cos’hai in testa? Storia di una chioma che non voleva vivere senza cappello

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Lo ammetto, non posso vivere con la testa scoperta!

Non so se questo mio “problema” nasca da un qualsivoglia trauma del passato che non ricordo, ma una cosa è certa: io senza cappello non esco!

Oggi vi parlerò, nello specifico, di cappellini snapback. Li conoscete? Si tratta dei classici cappelli con visiera, rivisitati in chiave assolutamente moderna ed appariscente. Molti trasmettono un messaggio, attraverso una parola chiave, un nome, un disegno, spesso scritti addirittura nella zona interna della visiera. A proposito, quest’ultima è diventata larga e piatta, niente a che vedere con le modellatissime visierine dei cappellini da baseball che indossavamo fieri negli anni ’90.

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Io ne possiedo un numero discreto e quelli che non ho nell’armadio li rubo dal guardaroba del mio fidanzato, il che fa crescere e addirittura raddoppiare la cifra di cui stiamo parlando… Il mio preferito è certamente quello nero firmato BoyLondon, con la classica scritta BOY in bianco, ricevuto in regalo dal mio migliore amico (in foto) è un accessorio dal quale difficilmente mi separo. L’ultimo acquisto? Per citare una cara amica “paisley farfallato… Sobrio!”. Per il resto il mio armadio straripa di Adidas, di New Era e di acquisti cheap firmati Asos, possiamo certamente affermare che il cappellino snapback sia parte integrante di tutti i miei street-style, ma nei prossimi post vi svelerò altri segreti di un abbigliamento da eterna adolescente!

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