David Bowie, anni ’80, Labyrinth(i) e speranze tradite.

C’era una volta una favola e c’era una volta un Labirinto comandato da un Duca Bianco. Era l’epoca delle pietre parlanti, dei cani con armatura e dei folletti. L’epoca delle spalline, dei capelli cotonati e delle paillettes, degli ombretti azzurri e delle video lezioni di aerobica.

david bowie

Erano gli anni ’80.

Erano la premessa e promessa di un brillante futuro di plastica che però appariva reale e bellissimo. Erano gli anni delle Tiger Lady di Wall Street e del sogno americano del post femminismo.

E tutti sapevano, sentivano, respiravano che se si fossero impegnati a fondo avrebbero avuto anche loro una parte di rilievo nello scintillante palcoscenico che è la vita.

Sono passati 30 anni e quelle promesse sono state deluse, violate, squarciate. Abbiamo un’Europa che tradisce se stessa e il suo messaggio di pace, prosperità e fratellanza.
Che non è abbastanza né nell’uno né nell’altro senso. Né abbastanza autoritaria né abbastanza permissiva. Un Giano Bifronte che si regge su un enorme carrozzone burocratico che però, quando è il momento di avere coraggio e parlare di politiche sensibili e fondamentali alla creazione del “popolo europeo” come entità politica, si para dietro ai trattati (beatamente violati o interpretati a proprio vantaggio dallo Stati di turno) o alla competenza esclusiva statale (vuoi che uno Stato sovrano non sappia cosa è meglio per i suoi adorati figli in relazione al loro vissuto storico?). Che si risolve ad attuare accordi commerciali di fatto nocivi per i cittadini ma – udite udite – incredibilmente danarosi per i commercianti di anime, che distruggono le meravigliose individualità e che puntano alla creazione di un mercato unico ma livellato verso il basso.

E’ questo il mondo che ci avevano promesso? È questo il futuro che volevamo? Di chi è la colpa? Siamo ancora in tempo per tornare indietro?

Non lo so, sono domande troppo complicate per la mia testolina bionda.

Questo lunedì ha il sapore amaro della malinconia e delle speranze tradite, un pò come quando il tuo compagno di banco delle elementari, crudelmente, ti rivela che, in realtà,  il Topolino dei Dentini non esiste.

David Bowie è morto. E con lui un altro pezzo di quella favola si è sgretolato.

E noi, bambini anni ’80, abbiamo ancora il diritto di sognare?

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