Di come Frozen ha conquistato il mondo

Le feste dei bambini di oggi, si sa, sono molto differenti da quelle dei nostri tempi. Ovvio.
Paninelli con salamino e provoletta, torta e altre delizie fatte in casa e il gioco era fatto.
Adesso no.
Sempre più globalizzati, i bambini esigono feste tematiche, animazione, e maledettissimi party favors, i ricordini. Dalle mie parti da inizio gennaio si comincia a lavorare frenteticamente per il compleanno del mio pargolo che si terrà a fine febbraio, tema 2015: Monsters University. A scoppio ritardato, ma va bene lo stesso.

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Per la madre del figlio maschio, però, è una lotta riuscire a convincere il pupo a varcare la soglia delle feste delle femminucce. Il perché si riassume in due parole: principesse Disney…anzi no, scusate, un solo nome “Frozen”. Pare non esista altro su tutto il pianeta, tutto cio’ che riguarda una bambina è indiscutibilmente collegato a questo film e ai suoi personaggi. Inutile dire che la licenza per il merchandise è la più richiesta, con un giro di affari miliardario, ma, sinceramente, avrebbe anche un po’ rotto.

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Scrivo da profana, perché l’idea di vedere il film non mi ha nemmeno mai sfiorata e “Let it go”, il brano tratto dalla colonna sonora, non credo di averlo mai sentito. Inizialmente ho sperato fosse un fenomeno legato esclusivamente al periodo pre natalizio, cioé quando il film uscì nelle sale, e che poi tutte queste principesse di ghiaccio le avrei viste solo a carnevale. Nulla di più sbagliato.

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Ho partecipato a feste di compleanno dove la festeggiata si è cambiata d’abito per indossare i panni della protagonista algida, truccata di azzurro a quattro anni e piena di brillantini, pronta a soffiare le candeline su una torta con tanto di impalcatura di ghiacchio e pupazzo di neve idiota in pasta di zucchero. A maggio.

Poi altre e altre ancora in qualunque periodo dell’anno, senza limiti. Ho la casa piena di gadget di Frozen, li odio. Vado al supermercato e trovo qualunque cosa con quelle due stampate di sopra, quella vestita male e quella ghiacciata, succhi di frutta con dentro gli stickers, yogurt con dentro i magneti, fazzolettini di carta, prodotti per l’igiene del bebé, materassini per il mare, completi per il lettino e piumini, all’estero ho trovato anche prodotti per adulti, mentre online spopolano i look sexy. A questo si aggiunge una app, non autorizzata, dal nome “Anna giving birth” dove si segue passo dopo passo la gravidanza abbastanza stramba di una delle protagoniste.
Dal parrucchiere le bimbe vogliono la treccia stile Frozen. Non vedevo cose simili dal periodo dei paninari, con il Moncler e i fermacoda Naj Oleari. Pare evidente che queste non siano semplici principesse Disney, ma che entrambe stiano tramando qualcosa per conquistare il mondo e rencerci schiavi del loro regno ghiacciato.

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E mentre le statistiche dicono che Frozen, i suoi personaggi, il suo merchandise e tutto ciò che ne deriva, sia ormai prossimo a superare il ventennale successo dei Pokèmon, io mi rassegno a tollerare queste due per i prossimi anni finché non arriverà il turno di Violetta o chi per lei. La cosa più allarmante? L’atteso short movie in uscita il 13 marzo di cui sono uscite le prime anticipazioni nei giorni scorsi.

Per consolarmi guarderò la parodia su youtube: “Frigida”.

 

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