#LaTestadelleDonne / L’eredità di Eva

Come ogni anno si avvicina quel periodo dell’anno.
Quello fatto di mimose, cioccolatini, pizza con amiche in locali strapieni e – diononvoglia – strip party.
Insomma, l’avrete capito che mi viene l’orticaria a pensare ai festeggiamenti da 8 marzo imminente. Imminentissimo.

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Sarà l’età che mi rende cinica e intollerante. Il che fa un po’ vecchiamegera un pò femministacontemporanea. Il ogni caso, una gran rompiscatole.

Quando ero più giovane (ah, bei tempi andati), trovavo questi momenti diverti, un’occasione per per una cena con le amiche a mangiare una pizza con le mani (non temete, lo faccio ancora).

Oggi, complice forse il mio mestiere e le numerose notizie di cronaca, trovo che ci sia sempre meno da festeggiare.

Lo dico ogni anno e ogni anno ne sono sempre più convinta.

Gli omicidi (perchè chiamarli femminicidi? Per consentire a giornalisti e rappresentati istituzionali di ammantare tragedie della consueta retorica femminista?), le violenze e le discriminazioni sono all’ordine del giorno e un sottile sessismo si rivela e disvela in situazioni del tutto impensate e proveniente da persone insospettabili.  E voi mi parlare ti “quote rosa“? Tipo le quote latte? Tho, guarda, ogni X uomini ci piazziamo una bella femminuccia che fa colore e che arreda con eleganza, come un ficus. Siamo forse Panda in via d’estinzione e non ce ne siamo accorte? (Forse sì)

Ci combattiamo tutti i giorni.

E se non siete nati donne non potete capire di cosa sto parlando. Non che questo voglia essere, a mia volta, discriminante nei confronti degli uomini ma si sa che voi potete vestirvi o comportarvi come vi pare senza venire additati come persone di dubbia moralità; che potete camminare soli, di notte, senza temere uno stupro. Al massimo una rapina. Nessuno vi farà percepire che se ci fosse stato un vostro collega uomo una certa situazione lavorativa sarebbe stata risolta diversamente. Quindi no, purtroppo o per fortuna, non lo potete capire.

Tuttavia, poichè si dice che bisogna sempre pensare che il bicchiere sia mezzo pieno, a ben guardare, dedicare un giorno alla donna è buona cosa. E se attuiamo uno scarto semantico e la festa la tramutiamo in occasione allora vedremo che avremo cambiato punto di vista.

Quando vuoi far passare un messaggio, far circolare idee, diffondere un pensiero, il tuo pensiero, ti guardi intorno. E cerchi tra le persone che ti circondano. E scopri – ma lo sapevi già – di essere circondata da donne meravigliose.

Da Vera, ad esempio, linguista, traduttrice dal russo – dal suo account Skype potete apprendere che è disponibile per lezioni a tutte le ore –  e (aspirante) attrice che guarda la realtà con ferrea determinazione e cammina nel mondo con delle Converse rosa. O da Federica, linguista anche lei, con un sorriso sornione, un cuore di burro e i cassetti straripanti di sari e cinture tintinnanti – oltre che un invidiabile assortimento di chincaglieria tribale – .

Le ho ingannate quando le ho “reclutate”, lo ammetto. La chiamata che hanno ricevuto da me è stata più o meno di questo tenore : “Ciao tesoro, che ne dici di fare una cosina insieme a me? Guarda, semplicissimo, roba che in 5 minuti ci sbrighiamo!”.

Sì. Certo.

La cosinada5minuti è diventata un incontro dove – insospettabilmente – legge, musica, danza e teatro si intrecciano. Dove si incontrano domande complicate come dove siamo state, dove stiamo andando,come siamo state e siamo considerate.

Pesante, direbbe Martin Mc Fly.

Da questo incontro di menti, frullati alla vaniglia e testi medievali è nata “L’eredità di Eva”. Quale poteva essere un titolo più azzeccato? E Il suo simbolo? Una mela (chi siamo noi per smentire secoli e secoli di invariata iconografia?)

Questo pomeriggio, oggi 7 Marzo, lo Studio Legale Fiorenza apre le porte alle donne.

In ogni caso, ne varrà la pena per il buffet di dolci.

Ps: “La donna nel paradiso terrestre, ha morso il frutto dell’albero della conoscenza dieci minuti prima dell’uomo: da allora ha sempre conservato quei dieci minuti di vataggio! (Jean – Baptiste Alphonse Karr)

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