Kim Jong-un e la rivoluzione dei capelli

Periodicamente ci arrivano puntuali notizie dalla Corea del Nord, in particolare sulle vicende che vedono protagonista il suo leader, il capo supremo, Kim Jong-un.

kim jong un

In più di 60 anni di storia di conflitti e tensioni tra le due Coree, negli ultimi anni a prevalere sono più le notizie che potremmo definire quanto meno bizzarre, tanto da conquistare i titoli dei giornali di mezzo mondo. Come l’ultimo episodio che vede Kim Jong-un protagonista e che non ha nulla a che vedere con il lancio di missili o tensioni tra Pyoang e Seul.
Kim Jong-un da buon dittatore ha dedicato sempre molto tempo e risorse alla cura della propria immagine, alla creazione del culto della personalità. La rete ci fornisce molto materiale da questo punto di vista, decine e decine di foto che vedono il giovane dittatore impegnato in svariate attività, a incontrare lavoratrici e lavoratori, tutti “sinceramente” e visibilmente commossi nel vedere da vicino il giovane leader. Colpisce nelle foto vedere anche la cura con cui gli assistenti di Kim appuntino meticolosamente tutto su dei taccuini.

Tra tutte le accuse che il mondo occidentale rivolge al caro leader però una ci è sempre sembrata pretestuosa: il taglio di capelli. Si perché il taglio di capelli di Kim ha anticipato i tempi, ha riportato in auge il cosiddetto doppio taglio prima di tutti. Questo molto prima che orde di giovani europei, e su questo gli italiani sono in prima linea, decidessero di rasare i lati e la nuca e lasciare sopra i capelli in varie lunghezze, in molti casi ponendosi a metà strada nella catena evolutiva tra un broccolo e un panettone. Moda di cui, neppure a dirlo, i calciatori sono stati gli esponenti più radicali.

Taglio-capelli-uomo-alla-Mattia-Destro-

Non è un caso se anche star affermate di Hollywood hanno scelto il taglio alla Kim; pensate ad esempio a Brad Pitt in “Fury”. Perché Brad Pitt in un film sulla Second Guerra Mondiale può e Kim no?

brad pitt fury

I coreani del sud non perdono occasione per alimentare le notizie strambe sul dittatore, spesso protagonista secondo i detrattori di esecuzioni macabre di parenti, collaboratori e addirittura fidanzate.
In alcuni casi si trattava di bufale che nell’era dei social fanno il giro del mondo in poche ore. Per fortuna.

L’ultimo episodio riportato dal giornale sudcoreano Chosun Ilbo, invece, riguarda proprio il taglio dei capelli. Secondo il quotidiano, le autorità della Corea del Nord avrebbero messo in vigore regole molto severe sulla capigliatura di uomini e donne, che dovrebbe seguire ed uniformarsi all’originale hairstyle di Kim Jong-un. La notizia, che puzza di bufala, è stata comunque ripresa da autorevoli testate internazionali come il Telegraph e il Daily Mail.

Il sospetto che si tratti di una notizia falsa lo si deve al fatto che Chosun llbo in passato aveva già diffuso descrizioni di esecuzioni ordinate da Kim Jong un per screditare un governo che è già screditato di suo, anche in Italia, nonostante un personaggio autorevole come il senatore Antonio Razzi continui spesso a tessere le lodi del regime di Pyongyang (e non solo nell’imitazione di Crozza del senatore).

Questa storia dei capelli circola già dal 2014. Il governo aveva nel 2005 dato direttiva di tenere i capelli sotto i due centimetri anche se gli osservatori occidentali sul posto hanno negato che ci fosse molto rigore nell’applicazione. In ogni caso Kim Jong-un governa dal 2011, dopo la morte del padre Kim Jong II, e qui siamo di fronte quindi alla triste conferma che spesso le colpe dei padri ricadono sui figli.

Saranno forse gli storici dell’hairstyle, un giorno, a riconoscere i meriti della rivoluzione tricologica del giovane Kim.

 

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