Stripes d’autore: Fendi e il suo THE WHISPERED DIRECTORY OF CRAFTSMANSHIP.

tessuto pequin

Quest’anno, il mondo del fashion si ricopre di stripes. Multicolor, bianco nero, orizzontali o verticali, poco importa, l’importante è che siano, prepotentemente, stripes. Le indossiamo oggi, a trent’anni di distanza dalla creazione di quelle famose “righe” che hanno fatto la storia di uno dei più importanti marchi del Made in Italy, ovvero Fendi. Il tessuto in questione si chiama “Pequin” e nasce dall’esigenza della maison di creare qualcosa che abbia un richiamo forte, pur non utilizzando il famoso monogramma con le doppie F, in un momento storico, dove la massificazione del logo era in declino. Stripes rigorosamente fango e nero, colori caratteristici del marchio Fendi, larghe 3 centimetri, proprio come la tendenza di quest’anno.

catherine deneuve

 Il tutto viene giocato sulla bicromia, caratterizzando quasi tutto il mondo Fendi, dal canvas alla seta, dalla pelliccia al cotone alla pelle più esotica, per poi introdursi anche nell’universo casa. E proprio a trent’anni di distanza, quel tessuto torna in auge, diventando un must, e ricoprendo un ruolo da protagonista in un progetto voluto proprio dalla maison, THE WHISPERED DIRECTORY OF CRAFTSMANSHIP,  di cui il tessuto “Pequin” ne diventa copertina. Vi chiederete cos’è? Non lo compreremo in boutique ma stavolta in libreria, si tratta proprio di un libro. Ma non un libro di presenze, ma bensì un libro di “interventi” nella grande discussione prettamente contemporanea sul “fatto a mano”, e con queste parole si descrive il concetto, proprio con queste parole viene presentato.

borsa fendi pequin

In questo terzo tomo, pubblicato qualche giorno fa, si racconta dunque un’Italia dimenticata, si narra la sua storia e coloro che ne hanno fatto parte, inorgogliendo il popolo stesso. Una raccolta di artigianato puramente “Made in Italy”, raccolta nata con la pretesa di far rinascere quell’interesse per un prodotto italiano che stenta a respirare, prodotto ideato, creato e che porta una firma importante in fatto di qualità e volontà. Quest’anno potremmo decidere di vestirci a stripes o come meglio crediamo, in fondo la moda la facciamo noi, purché sia Made in Italy.

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